Dalla mia finestra: mercoledì uguale mercato

Cucinare nella nuova cucina è tutta un’altra cosa, primo perché la cucina è bella, nuova e diversa poi perché proprio sul bancone c’è una finestra che non guarda sul cortile ma sulla strada. Lo spazio davanti a me è grande e le case di fronte sono piccole, la via è molto larga e sembra fatta apposta per abbandonare lo sguardo e incantarsi a pensare alle vite delle persone che camminano laggiù in basso.

Il mercoledì fanno il mercato. Che lusso, penso subito, perché a Verona di mercati in città, vicini alla mia ex casa ce n’erano pochi e averlo proprio sotto casa beh che comodità! Basta scendere quattro piani e si viene subito immersi in una realtà animata a tratti concitata a tratti invece rilassata. Persone che corrono facendo lo slalom tra carrozzine e carretti porta spesa, altre che curiosano ogni bancarella altri che si fanno dare da assaggiare il melone per vedere se è veramente buono come dicono, dei santommasi perfetti, ce ne sono tanti. Se a Verona scendevo al mercato vicino a casa trovavo solo cose di poco conto, mucchi di cose cacciati alla rinfusa e fiori finti, qui invece non si riescono a contare le bancarelle della verdura e della frutta, tantissime! Non ci sono abituato, pensate che il primo mercoledì che sono stato al mercato sono andato alla prima bancarella di verdura che ho trovato, non ho pensato di guardare le altre, di confrontare, di leggere i cartelli con i prezzi, no, ho comprato subito! Ora invece mi sento già più sgamato, ho individuato la mia bancarella che è diventata di fiducia e so che le cose sono buone e il prezzo non è di quelli che ti fanno diventare bianco.

Mi sono un po’ perso nel raccontare del mercato visto da laggiù. Il mercato visto da quassù, non tanto alto, sono al quarto piano, è uguale solo non si sentono gli strilli dei venditori che ti mettono tutto a 50 centesimi ma poi…

Io sono lì al bancone che cucino e osservo le signore con i carretti che si aggirano tra i banchi, le vedo e so già cosa pensano. Una per esempio la vedo nervosa, scattante, e le volte che la vedo ferma prima di abbandonarla con lo sguardo perché diventa troppo lontana me la immagino che sbuffa impaziente perché ha fretta di arrivare là dove si era preposta di arrivare. Secondo me questa signora in prendisole fiorato sui toni dell’azzurro vuole raggiungere il banco del pollo arrosto, non uno qualsiasi, quello all’angolo, quello dove vanno tutti e dove la coda è infinita. Per questo ha fretta, spera di arrivare tra i primi e di avere la possibilità di scegliere.

La signora col prendisole fiorato sui toni dell’azzurro ha abbandonato il mio campo visivo e io continuo a tagliare le melanzane che ho comprato poco fa, ho deciso di fare un timballo di spaghetti racchiuso in tante fettine di melanzane. Finalmente abbiamo un forno che alloggia un un grazioso mobile fatto a grattacielo in compagnia del suo amico frettoloso, il microonde.

Perché sapete come funziona quando si ha una cosa e non la si può usare. Esempio concreto, il forno. Da quando siamo arrivati in questa casa è stato messo lì nell’angolo tra il bancone della cucina e il tavolo da pranzo, non l’abbiamo mai attaccato perché ci mancava il mobile dove metterlo così è sempre rimasto lì sotto per trenta lunghissimi giorni. Ogni volta che pensavo a quale nuova ricetta fare per il blog mi venivano sempre e solo in mente ricette da mettere dentro al forno, possibile? Sì accade sempre così e ora che il forno è attaccato ci ho messo credo due ore prima di decidere cosa preparare con le delizie che ho comprato al mercato.

Questi trenta giorni senza forno sono stati molto costruttivi, nonostante la voglia di usarlo mi sono ingegnato creando un po’ di ricette fresche e profumate. 

La signora in prendisole fiorato sui toni dell’azzurro probabilmente sarà ritornata a casa col suo pollo, avrà chiamato a raccolta il marito e il figlio che non se ne vuole andare di casa e tutti insieme se lo saranno gustato. Io invece sono qui che scrivo di quello che ho visto dalla mia finestra e sono in estremo ritardo con la preparazione del pranzo ma almeno mezza cena l’ho già fatta.

Coraggio, affrontiamo il caldo e accendiamo sto forno, ho un timballo di melanzane e spaghetti da fare!

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