Chiacchiere dentro al Frigo Rosa

Incontriamo oggi Cecilia del blog Frigo Rosa. E’ la terza foodblogger che ha partecipato assieme a me al tour enogastronomico Eating Piceno ed è la prima del gruppo che ho conosicuto. Dove? In stazione a Bologna durante un cambio treno io arrivavo da Verona e lei da Arezzo. Ci siamo incontrati carichi di borse e valige al binario per poi attraversare mezza Italia in treno a parlare di cibo, di blog e non solo!

Di lei ricordo con molto piacere l’entusiasmo e le risate, una persone molto sorridente, contagiosa!

cecilia

Inziamo con la domanda di rito. Food blogger da quanto? E come nasce Frigo Rosa?

Ho iniziato un anno fa per gioco con un’amica, Emi, che poi ha lasciato per i troppi impegni di lavoro. Visto che sono una romantica sentimentale ho preferito aprirne uno nuovo, tutto mio, ripartendo da zero. Forse sono matta anche io… come la pasta. FrigoRosa perchè volevo un nome che fosse semplice e italiano, che simboleggiasse la cucina ma anche me… e poi ho sempre sognato quel famoso frigo rosa un pò vintage, rosa perlato, nella mia cucina :-))) il nuovo blog è on line da circa 3 mesi.

Rosa se non sbaglio, ma conoscendoti lo so per certo, è il tuo colore preferito

Si ma non tutto rosa sennò stucca… diciamo un’infinità di piccoli dettagli. Ops mi sa che gli anni da quando è partito tutto erano 2… come passa il tempo!

Ripartire da zero non è da tutti! C’è una ricetta del vecchio blog che vorresti, o che hai già riproposto sul nuovo blog perché ti ricorda cose belle?

Alcune delle mie preferite le ho riportate nel nuovo blog… la mia preferita però, se dovessi sceglierne una, è l’Ile flottante salata su vellutata di scampi e birra. E’ stata la prima foto scattata con la macchina fotografica nuova, con questa ho vinto un contest a me molto caro che mi ha permesso di conoscere lo Chef Fabio Campoli, una persona splendida oltre che un fantastico chef. Ha votato la ricetta perchè ci ha visto un filo di follia e andare oltre gli schemi, un bellissimo complimento.

Il tuo concetto di cucina si avvicina di più alla sperimentazione in stile grande chef oppure alla cucina casalinga tradizionale?

Sono curiosa e amo sperimentare ma senza eccessi solo per stupire come si vede molto spesso negli ultimi tempi, direi perciò una cucina tradizionale ma “in movimento”.

Parlando di frigo penso anche alle cose che ci vanno dentro, quanto sono importanti per te gli ingredienti?

Si, grande attenzione alla materia prima, alla stagionalità e ai prodotti del territorio.

Durante Eating Piceno mi parlasti della “pasta matta” e devo dire che mi ha proprio catturato, come è usicta dal tuo “frigo”?

Non amo particolarmente il burro, non tanto per questioni salutistiche ma proprio di gusto. Vado matta invece per le torte salate, poche mosse e ti risolvono un pic nic, la schiscetta in ufficio, un buffet ma anche perchè no una cena e cercavo una valida alternativa alle solite pasta sfoglia o brisee che sono piene di burro. Dopo qualche tentativo ho trovato i dosaggi… già perchè risale all’Artusi e lui addirittura non usava nemmeno l’olio ma da brava Toscana…

C’è qualcosa che avresti voluto che ti chiedessi? Se si risponditi!

Perchè frivolo?

Dico sempre che il mio blog è un diario di cucina frivolo ma consapevole perchè non mi sento una “vera” foodblogger, di quelle serie, a volte faccio dei disastri e li racconto o magari sono di corsa e pubblico la foto del gelato di corsa che mangio in macchina tra un appuntamento di lavoro e l’altro. scrivo in modo buffo, alla fine come sono io, col sorriso. però cucino in ogni momento libero e spero che tutto questo possa diventare un giorno qualcosa di più di un angolo virtuale.

 

Grazie a Cecilia per il tempo che mi ha dedicato e grazia anche per la ricetta della sua pasta matta che come ci ha ricordato differisce da quella dell’Artusi perché dentro (da brava Toscana) ci ha messo l’olio extravergine di oliva.

Partendo dalla ricetta della Pasta Matta ho pensato bene di fare una torta tipica di questo periodo Pasquale, beh l’avrete capito, trattasi della Torta Pasqualina!

Torta Pasqualina con la Pasta Matta

torta-pasqualina

Preparate la pasta matta impastando tutti gli ingredienti che servono e poi formate un panetto che lascerete riposare avvolto da pellicola oppure su di un tagliere con un piatto fondo rivoltato sopra.

Lavate per bene la bietola e mettetela in un’ampia padella con un filo (poco) di olio extravergine di oliva. Fate cuocere la bieta e fate in modo che evapori tutta l’acqua che butterà fuori in cottura. Ci servirà abbastanza asciutta. Una volta cotta lasciatela raffreddare e se sarà troppo bagnata strizzatela con le mani.

Tagliate al coltello la bietola cotta e poi trasferitela in una ciotola, aggiungete la ricotta vaccina, il parmigiano grattugiato, un pizzico di noce moscata e regolate di sale e pepe. Amalgamate per bene gli ingredienti e teneteli da parte.

Tagliate in due parti il panetto di pasta matta in modo da avere due panetti uno più grande dell’altro perché uno servirà per formare la base e i bordi della torta mentre l’altro, quello più piccolo, servirà per la copertura.

Stendete prima il panetto più grosso e formate un disco sufficientemente grande in modo da coprire per bene lo stampo, io uso un comodo stampo in silicone.

Continua a leggere la ricetta della Torta Pasqualina

Per la pasta matta:
300 gr. farina 00
80 gr. olio Evo
120 gr. acqua
mezzo cucchiaino di sale

Per il ripieno:
4 uova
350 gr di bietola
150 gr di ricotta
50 grammi di parmigiano
q.b. sale e pepe
q.b. olio evo
q.b. pangrattato
q.b. noce moscata

Se volete seguire Cecilia e conoscere le sue storie e ricette ecco il suo blog, Frigo Rosa

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